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Il castello di Bouzov

Per le mie viandanti più romantiche certamente queste foto vi ricorderanno qualcosa sebbene siano ormai passati anni. Ebbene è il castello di Fantaghirò...o meglio...uno dei tanti bellissimi castelli situati nell'attuale Repubblica Ceca. Trovare notizie sul suo percorso storico non è stato facile e in italiano non ce ne sono.

 


Il castello è stato fondato all'inizio del XIV secolo come un castello di difesa e cambiò proprietà più volte e i primi feudatari presero il nome del luogo ai quali seguirono i signori di Kunštát, ai quali il castello rimase fino al XV secolo. Nei due secoli successivi il castello cambiò nuovamente proprietari fino al 1696, quando František Josef vendette il castello con l'intero feudo annesso a František Ludvík, vescovo di Worms e Wratislav, oltre che Gran Maestro dell'ordine dei cavalieri Teutonici e grazie a lui il castello divenne proprietà dell'ordine. Si perdono le tracce fino al 1939, probabilmente rimase nel frattempo all'Ordine dei Cavalieri Teutonici e in quell'anno il castello venne confiscato dal governo nazista per essere destinato successivamente al reparto delle SS. Nel 1945, verso la fine della guerra e probabilmente dopo l'innumerevole serie di sconfitte subite dal Reich tedesco, il castello divenne proprietà della Cecoslovacchia, attuale Rep. Ceca. Ma le vicende del castello non ebbero fine all'epoca perchè tutt'ora è in corso, così sembra, un processo tra lo Stato Ceco e l'Ordine odierno dei Cavalieri per il possesso del castello.

 

 


La rocca ha cambiato numerose volte aspetto nel corso dei secoli, e di conseguenza anche la funzione. Fino alla metà del XVI secolo il castello servì esclusivamente come struttura difensiva; dalla seconda metà del Cinquecento, dopo un grave incendio, la ristrutturazione che durò fino al secolo successivo, ne modificò l'aspetto radicalmente facendone una struttura residenziale. Il XVIII secolo segnò un periodo nero per il castello che veniva ormai da tempo usato solo in parte mentre il resto cadde in rovina e si deteriorò.
La nuova ristrutturazione fu operata e finanziata dal Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri, Arciduca di Austria Eugene Habsburg o Eugenio d’Asburgo (1863-1954) che aveva intenzione di fare del castello la sede rappresentativa dell'Ordine e allestirvi all'interno un museo dedicato all'Ordine stesso e alla sua storia. La ristrutturazione costò all'epoca 20 mln di fiorini e durò dal 1895 al 1910. Alcune parti come le rovine dell'Ala nord e il lato sud (l'ala Oppersdorf) vennero abbattute e ricostruite da capo, sulla base dell'architetto di Monaco, George von Hauberisser (1841-1922), che, tra le altre cose, progettò il nuovo municipio in Monaco di Baviera e Monaco di San Paolo.

 

 

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L'aspetto attuale del castello di Bouzov risale all'ultima ristrutturazione, che ne ha determinato anche la modernizzazione e sono stati aggiunti impianto idraulico e di riscaldamento centralizzati, essendo che il castello, internamente arredato con mobili preziosi ed altri oggetti di arredamento costosissimi, è adibito anche come sede per matrimoni e cerimonie. La maggior parte degli arredi però non è antichissima, ma risale al XX secolo quando durante ulteriori lavori di ristrutturazione furono installati gli arredi storici e contemporanei negli interni del castello. Ebbene care lettrici, se avete intenzione di fare qualcosa di romantico per i vostri sponsali, beh, date un occhio a questo castello!

ALCUNE CURIOSITA':

Il castello come tutti i castelli medievali che si rispettino e che si vedono in alcuni preziosi manoscritti del XIV e XV secolo, fin dal 1317 dispone di un vasto parco, delimitato da un cancello e dalle mura. Ancora oggi esistono gli edifici intorno al castello, il fossato che si vede anche nel film e i due ponti che costituiscono l'accesso e l'uscita al borgo. Il parco, ovviamente nel corso dei secoli si è ridimensionato dal Medioevo e quello che si vede oggi è stato "ricostruito" nel XX secolo, comprende 6.38 ettari di verde e una cappella dedicata alla Vergine Maria, del 1910, in stile neobarocco, situata vicino all'ingresso del parco.

 

NEI DINTORNI DEL CASTELLO...

 

Cappella neo-gotica di Santa Elisabetta.

Include un altare gotico del XV secolo e sei lapidi dei signori dell'Ordine dal periodo 1305 al 1515, che si trasferirono qui dal castello Horneck nad Necktarem.

Stufe di maiolica.

Le stufe in maiolica sistemate nelle camere individuali sono state fabbricate appositamente per gli interni del castello ricostruito e ciascuno ha un design unico, quindi ci sarebbe anche una specie di museo della maiolica.

La cucina del castello...

Vi ricordate l'oca parlante del film? E la cuoca sclerotica? Anche la cucina del castello, visibile nelle riprese del film "Fantaghirò" è visitabile e contiene una preziosa e antica esposizione di pentole in rame.

Armi....

Il Castello ospita anche una collezione di armi autentiche di vari periodi storici, situata nella sala gotica originale.

Una scala da visitare

Ai superstiziosi, mai una scala fu più celebre. Si tratta di una magnifica scala di arenaria nel secondo cortile del palazzo settentrionale, installata durante l'ultima ristrutturazione da parte dell'Ordine.

Il pozzo del castello

Profondo 40 metri, il pozzo, è ripreso anche nelle numerose scene del film.

Per visitare il castello:


Fonti bibliografiche:

La storia del castello è stata tradotta da Vivere il Medioevo, dall’inglese, dal sito: http://www.olomoucky-kraj.com/object.php?object=4&l=3

La croce di Roncosigifredo a Riccovolto

Tra le corti donate nel 1071 da Beatrice di Lorena al monastero di Frassinoro, figura anche Ronco Sigifredi, probabilmente un antico possesso allodiale della casata dei Canossa, che il Grimaldi ritiene essere appartenuto come del resto anche Medola e Vitriola ed altri beni situati in Garfagnana, allo stesso capostipite dei Canossa Sigifredo de comitatu Lucensi, di cui richiamerebbe il nome. L’ipotesi è suggestiva, ma non è supportata da sufficienti prove documentate.

Ricordata tra i possessi del monastero nel diploma di conferma a Frassinoro di Federico I del 1164 e nelle dedizioni a Modena del 1173, 1197 e 1205, Roncosigifredo era centro di una corte che comprendeva Cargedolo, Riccovolto e gran parte della Selva Romanesca, la zona meridionale, dunque, delle Terre della Badia, la meno popolata, data la massiccia presenza del incolto nel 1173, nel 1173, giurano a Roncosigifredo 9 capi famiglia e corte conta nel 1361 46 manenzie [1], contro le 127 di Medola.

Del castello si ha specifica menzione nel diploma stesso di Federico I, ma già nella seconda metà del XIII secolo non se ne fa più cenno, sostituito probabilmente, per le necessità difensive, da quello di Riccovolto Vecchio.

La chiesa, intitolata a San Bartolomeo e dipendente dal monastero di Frassinoro, verso la fine del XIII secolo fu aggregata alla Pieve di Rubbiano, cui rimane legata fin verso la fine della seconda metà del XV secolo, ridotta poi ad oratorio.

Nel 1446 il marchese Lionello de’ Nobili unì Roncosigifredo, ormai disabitata, a Riccovolto, cui passò anche, verso la fine del XVI secolo, il beneficio eretto nell’oratorio, ormai in rovina di San Bartolomeo. Se la chiesa ed il castello sorgevano a levante nell’attuale borgata nota come La Croce, quest’ultima andrà identificata con l’antico centro storico, gli edifici sono ristrutturati anche se lasciano scorgere conci decorati di età rinascimentale e portali settecenteschi.

Il faldo di Riccovolto

I confini della Selva Romanesca come sono stati dedotti dal campione della Badia di Frassinoro del 1428, passavano per Riccovolto, infeudata a tre famiglie di Muschioso che nel 1429 si erano segnalate per l’aiuto fornito a Niccolò III d’Este nel cacciare i Montecuccoli dalla castellanza di Muschioso. Il borgo è stato largamente ristrutturato e rimangono in alcuni punti dei conci d’angolo decorati con delle losanghe e quadri in rielevo, un portale a tutto sesto a conci regolari, un arco architravato con stipiti dalle fitte incisioni parallele, un ampio voltone, tutti elementi del XVII-XVIII secolo, anche se si contano elementi di epoche precedenti.

 

Riccovolto croce di lato

 

Riccovolto croce

Figure 1 e 2 – La Croce di Roncosigifredo – Riccovolto (MO) – Edificio settecentesco.

Fonti

  • AA.VV. Insediamento storico e beni culturali alta Valle del Secchia. Modena: Cooptip - Modena, 1981.

Note

[1] Nella società longobarda, lavoratore agricolo tenuto solo alla corresponsione di una parte del prodotto e di determinati servizi personali. Nell’Italia sett., spec. in Liguria, mezzadro. Dal lat. manens -entis, p. pres. di manēre ‘rimanere’, perché aveva l’obbligo di rimanere nel fondo.