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Romanoro nel Medioevo e il fienile di Panigale

Il toponimo di probabile origine longobarda e riconducibile ad eventuali presenze arimanniche, suggerisce un insediamento più antico di quanto rivelino le fonti documentate: “Armanorio” è attestata per la prima volta il 13 maggio 1204 all’atto del giuramento al comune di Reggio Emilia – nella cui diocesi è ancora compreso – e della cui giurisdizione fece parte fino al 1429, assoggettata in seguito alla Podesteria di Montefiorino. Insieme a Fontanaluccia, Rovolo, Morsiano e Muschioso, faceva parte all’inizio del XIV secolo, della castellanza di Muschioso, retta allora dai signori da Dallo. Nel censimento del 1315, il comune di Romanoro, che comprendeva le attuali borgate di Cerreto, Panigale e Montale, aveva 1 consul, 2 vicini e 23 fumanti [1].

La chiesa, intitolata a San Benedetto, diventa dipendente a partire dal 1302 dalla Pieve di Minozzo, mentre dal 1318 in poi, dipende dalla Pieve di Toano, cui deve, in quella data, una modestissima decima. Come parrocchia fu svincolata da Morsiano nel 1617 e la parrocchia odierna è stata ricostruita dopo che il terremoto del 1920 aveva parzialmente distrutto la precedente chiesa settecentesca, di cui rimangono solamente il portale ed il campanile. Il borgo, rimaneggiato a più riprese, conserva numerosi elementi decorativi di notevole interesse: si segnalano una loggetta con colonne di arenaria e figure antropomorfe a bassorilievo in elementi di recupero annegati nelle murature ed una nicchia contenente una maestà con colonnine sormontate da capitelli a figure umane che reggono il timpano.

Il castellaccio di Romanoro

Il toponimo collegato ai nomi dal suffisso –acium, -atium con significato accrescitivo ed anche peggiorativo, è sempre interpretato con valore di strutture decadenti.

In particolare per Castellaccio, sempre attribuito a castelli diruti e abbandonati, e toponimo molto frequente nel nord Italia, si può ipotizzare la sopravvivenza di rovine di una castello intorno al quale si è formato in seguito un centro abitato. Nel nucleo rurale non si notano però strutture difensive.

Panigale di Romanoro

A 710 m s.l.m., se ne ha notizia già nel Medioevo, a partire dal 1315 quando tra i capifamiglia del comune di Romanoro, 6 provengono da Panigalis. Attualmente la quasi totalità degli edifici ha subito radicali trasformazioni e rimane solo un fienile in sasso che presenza la tipologia tipica con un porticato anteriore.

 

Fonti

  • AA.VV. Insediamento storico e beni culturali alta Valle del Secchia. Modena: Cooptip - Modena, 1981.

Note

[1] Famiglie

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