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Mercatini che passione, ma quanto conviene? e soprattutto, c’è possibilità per i piccoli artigiani di rilanciare i valori di una volta?
Ti piace comprare qualcosa di antico che magari i tuoi avi hanno preferito rottamare e che tu non hai più? Stai cercando qualcosa di raro e prezioso? Ecco a seguire il link del sito dedicato ai mercatini. (Mercatini link – Informatevi bene però presso il vostro comune).
I mercatini sono tornati di tendenza, vuoi perché ormai in solaio non ci sta più nulla o vuoi perché la crisi ti ha messo in crisi, ma quanto conviene davvero? Ai mercatini possono partecipare tutti, con o senza partita IVA e si trovano le cose più strane. Mentre in passato il mercatino era occasione per i piccoli imprenditori di sfoggiare arti artigianali e cose uniche a prezzacci convenienti, oggi il mercatino è più una sorta di ritrovo per vendere del gran usato, specie vestiti e scarpe, libri e giocattoli, ma ci sono anche venditori che hanno partita iva e vendono materiale artigiano in legno o ceramica a prezzi quasi proibitivi. In passato la manodopera costava ma era tenuta anche di gran conto dai consumatori e dalla società in generale, si dava alle cose un altro valore, oggi è una spietata lotta a far soldi, specie chi non ne ha per sua fortuna bisogno.
Piccoli artigiani...rinasceranno?
Se siete piccoli artigiani “in proprio” e vorreste vendere cose belle e originali, fatte da voi, ma non avete la partita iva dovete rivolgervi intanto al vostro comune di appartenenza o se siete frequentatori di mercatini vi basterà chiedere il recapito dell’organizzatore. Fatto questo chiedete bene quali orari sono da rispettare e quali oggetti potete vendere o meno (in genere si vende o roba usata o roba fatta a mano, ma MAI oggetti comprati nuovi per essere rivenduti).
Chiedete quanto costa tenere un banchetto e quali dimensioni vanno rispettate per il vostro spazio di mercante (i prezzi qui nella provincia di Modena per il posteggio dei mercatini sono mediamente intorno ai 6-8 € a giornata, ma in alcuni posti i prezzi oscillano dai 10 ai 50 €!)
Infine se volete mettervi in produzione e lasciar perdere la disperazione da crisi lavorativa, tiratevi su il morale, le maniche e dedicatevi alla vostra passione, fissatevi un prezzo per ogni ora che dedicate alla produzione di un singolo oggetto. In media per oggetti piccolini e che si realizzano presto potete anche fissarvi un prezzo basso (non dimenticate mai che non avete partita iva e non potete fare prezzi industriali eh), 1-2 €/h mentre per oggetti più elaborati anche un massimo di 5 €/h (ma non metteteci dieci ore!). Se partite a costruire da una materia prima che avete acquistato grezza vi conviene tenere un prezzo basso per il vostro lavoro (per esempio comprate scatole grezze di legno truciolato o compensato per decoupage e venderle dopo averle verniciate, lavorate, ecc).
Ad ogni modo prima di mettervi a lavorare fatevi un calcolo attento delle spese e del guadagno, tenendo anche conto che tra le spese ci sono anche quelle del posteggio, ricordatevi anche di tenere prezzi giusti ma bassi trattandosi di mercatini. Inoltre informatevi sempre bene nei mercatini cosa davvero si può vendere e cosa no, anche perchè le regole possono cambiare da comune a comune e da frazione a frazione di comune.
Se siete donne e volete vendere merletti o pizzi all’uncinetto fatti da voi informatevi bene se li potete vendere perchè sono tecniche molto lunghe e laboriose senza considerare il costo della materia prima che è il cotone!
Prima di mettervi al lavoro, inoltre, informatevi bene anche sulla domanda di mercato, cosa cerca la gente e cosa piace.
Altre regole da seguire e che comunque se non ve le dicono gli organizzatori vi conviene chiedere sono:
- se il mercatino è aperto o no agli hobbisti
- se il mercatino è a tema
Infine, ricordatevi che non potete esporre i prezzi, per legge! Fatevi un inventario a casa e fissate prezzi omogenei o diventate tutti matti!
E i vecchi arnesi del nonno e i romanzi d’amore della nonna? Li tengo o li butto? Se non li tieni, vendili!
Se avete dei vecchi romanzi d’amore delle vostre nonne o comunque che non vi interessano più ricordatevi che NON potete fare il prezzo di copertina, anche se era in lire:
per esempio se un librino di 200 pagine costava all’epoca 5.000 £ non potete fare 5 € nè 2.50 € eh, di solito sono cose che si vendono da 0,50 € a 1,00 € e anche i libri che quando li avete comprati costavano sui 20 €, non potete praticare prezzi pari al 50 % in meno, in genere anche i libri più costosi (narrativa e manuali usati) costano al massimo in media 5 €. I libri delle banche, invece, che sono ricercati, dovete stare attenti al prezzo e anche allo stato di conservazione del libro, spesso infatti il prezzo è di molto superiore al dovuto con uno stato di conservazione che eh, fa un po’ desiderare, quindi come il saggio: attenti a non comprare per oro del metallaccio tinto di giallo! Se un libro sapete che è raro, ricercato e tenuto in buon stato di conservazione (oh non nuovo di pacca) potete accettare anche prezzi sui 20 €, ma non di più, altrimenti tanto vale che lo comprate nuovo.
I centrini della nonna, coperte o lenzuola realizzate a mano, tovaglie e tovaglioli, se non sono rovinati e non li volete usare dovete venderli puliti (come anche i vestiti, anche per una questione di buon senso e rispetto delle norme igieniche) e anche qui prezzi molto bassi, altrimenti si ricade nel discorso dei libri!
Vestiti e scarpe, se non sono di tessuti particolari o preziosi come seta o pelle, meglio se prima li pulite o li lavate (dividendo per colori, i centrini se sono ingialliti seguite le tecniche per recuperare il bianco che si trovano sul web, ma non lavateli a 90°C, si rovinano o addirittura si distruggono e vi possono danneggiare la lavatrice!). Le scarpe da ginnastica meglio se le lavate a temperature dai 40 ai 50°C, possibilmente dopo aver pulito bene le suole e usate sempre un po' di disinfettante da lavatrice. Se avete della roba rotta o bucata (vestiti, scarpe e tovaglie) meglio non venderli, ci fate solo una figura di mmmmm…che figuraccia! Piuttosto usateli come stracci per la polvere o teneteli come stoffa di reimpiego in casa che vengono sempre comodi!). Le scarpe rotte e bucate o rovinate non vendetele perchè oltre alla figura di mmmmmmm….non ci prendete un soldo e vi siete tirati dietro della roba per niente, piuttosto tenete i lacci e buttate via il resto. Non sembra ma la gente guarda anche alla qualità!
Quanto agli arnesi del nonno, dello zio, del cugino e di chi vi pare vedete che non sia roba arrugginita e se è roba rara, vedete se vale la pena aggiustarli e tenerli e se non proprio non ve ne frega niente, sentite da qualche restauratore se gli interessano, non abbiate la pretesa che vi paghino, anzi, se non ve ne frega niente dell’oggetto antico che date non chiedete niente che è meglio perché probabilmente il valore è 0 e quell’oggetto che voi avete dato via, se recuperabile acquisterà valore solo dopo il restauro.
Detto questo direi di aver detto tutto: Buon mercatino a tutti!
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